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Facilità percepita nell'applicazione

Livello dell'indicatore

Risultato

Formulazione dell'indicatore

Percentuale di [specificare il gruppo di riferimento] che ritiene che sia molto o abbastanza facile [specificare il comportamento]

Scopo dell'indicatore

L'indicatore misura la percentuale di membri del gruppo target che percepiscono un comportamento auspicabile come relativamente facile da mettere in pratica. Questa percezione può influenzare la decisione delle persone di adottare o continuare a mettere in pratica tale comportamento. Tuttavia, la facilità percepita non implica necessariamente che le persone mettano in pratica il comportamento o che non sussistano ostacoli pratici.

Come raccogliere e analizzare i dati richiesti

Determinare il valore dell'indicatore utilizzando la seguente metodologia:

 

1) Definire con precisione quale comportamento si intende valutare, specificando chi deve fare cosa e, se del caso, con quale frequenza o in quali circostanze. Ad esempio, valutare quanto sia facile o difficile per i genitori somministrare una soluzione reidratante orale (ORS) ai propri figli di età inferiore ai cinque anni ogni volta che hanno la diarrea.

2) Decidi da chi raccoglierai i dati: da persone che già mettono in pratica quel comportamento (i “praticanti”), da persone che non lo mettono in pratica (i “non praticanti”) o da entrambi:

  • La raccolta di dati dai “Doers” può aiutarti a comprendere quanto sia difficile per loro mettere in pratica quel comportamento, poiché le loro testimonianze si basano sulla loro esperienza personale. È probabile che tale esperienza influenzi la loro capacità e disponibilità a continuare a mettere in pratica quel comportamento nel lungo periodo.

  • D’altra parte, intervistare i “non praticanti” fornirà dati basati principalmente sulle loro supposizioni riguardo alla difficoltà di mettere in pratica il comportamento (a meno che non abbiano già avuto esperienze precedenti in tal senso). Sebbene tali supposizioni possano essere “errate” (a causa della mancanza di esperienza dei “non praticanti”), sono comunque molto importanti, poiché tendono ad avere un’influenza determinante sulla probabilità che i “non praticanti” adottino il comportamento. 

  • La raccolta di dati da entrambi i gruppi ti aiuta a comprendere le prospettive sia dei “Doers” che dei “Non-Doers”. Tuttavia, poiché ciascun gruppo fornisce tipi diversi di dati (esperienze contro supposizioni), si raccomanda di non mescolare i dati ottenuti. Riporta invece separatamente la percentuale di “Doers” e “Non-Doers” che ritengono che mettere in pratica quel comportamento sia relativamente facile. Se si decide di intervistare sia i "Doers" che i "Non-Doers", occorre tenerne conto nella strategia di campionamento per garantire di intervistare un campione sufficiente e rappresentativo di ciascun gruppo.

 

 

3) Condurre interviste individuali con un campione rappresentativo dei membri del gruppo target:

  • In primo luogo, valuta se l’intervistato metta già in pratica il comportamento in questione (approfitta delle varie guide disponibili nelle sezioni pertinenti del sito IndiKit). Se intendi misurare le percezioni dei “Non-Doers”, verifica se siano a conoscenza del comportamento (solo alle persone che ne sono a conoscenza dovrebbe essere chiesto quanto sia facile metterlo in pratica; gli altri probabilmente non forniranno una risposta significativa).

  • Successivamente, valuta la percezione dell’intervistato riguardo alla facilità o alla difficoltà di mettere in pratica il comportamento (A1 di seguito).

  • Se gli intervistati affermano che mettere in pratica quel comportamento è difficile, si consiglia di chiedere cosa lo renda difficile (Q2) e cosa potrebbe renderlo più facile (Q3). Entrambe le domande possono essere utili sia per chi mette in pratica il comportamento (Doers) sia per chi non lo fa (Non-Doers).

 

Domanda 1: “Considerando la tua situazione personale, quanto è facile o difficile [ è / sarebbe] per te [specificare il comportamento]? Diresti che è molto facile, abbastanza facile, un po’ difficile o molto difficile?” ( nota: usa “è” per chi lo fa e “sarebbe” per chi non lo fa)

A1: molto facile; abbastanza facile; un po’ difficile; molto difficile; non lo so.

 

(le seguenti domande non sono obbligatorie, ma sono vivamente consigliate; ponile solo se la risposta precedente è “un po’ difficile” o “molto difficile”)

 

Domanda 2: « Perché pensi che sia difficile [ specificare il comportamento]?» Approfondimento : «C’è qualcos’altro che rende difficile questa cosa?»

A2: fornire risposte predefinite + opzione “altro – specificare: ………………”

 

Domanda 3: “Cosa ti aiuterebbe a [ specificare il comportamento]?” Domande di approfondimento : “Cos’altro ti aiuterebbe?”; “C’è qualcos’altro?”

A3: fornire risposte predefinite + opzione “altro – specificare: ………………”

Per le domande Q2 e Q3, consentire agli intervistati di fornire più di una risposta. Non suggerire loro possibili risposte.

 

 

4) Per calcolare il valore dell'indicatore:

  • calcolare il numero di intervistati che hanno affermato che tale comportamento è molto facile o abbastanza facile da mettere in pratica;

  • dividere questo valore per il numero di intervistati del gruppo in questione (coloro che mettono in pratica tale comportamento o coloro che non lo mettono in pratica ma ne sono consapevoli) che hanno fornito una risposta valida alla domanda 1; escludere gli intervistati che hanno risposto “non so”

  • moltiplicare il risultato per 100 per convertirlo in percentuale

Calcolare la percentuale separatamente per i “Doers” e i “Non-Doers” quando vengono intervistati entrambi i gruppi. Indicare il numero di intervistati inclusi in ciascun calcolo.

Disaggregare per

Questi dati possono essere disaggregati in base al fatto che gli intervistati mettano in pratica il comportamento oggetto di valutazione (soggetti che lo mettono in pratica) o meno (soggetti che non lo mettono in pratica), qualora entrambi i gruppi siano stati intervistati. Possono inoltre essere disaggregati per genere, fascia d’età, condizione di disabilità, fascia di reddito e località.

Note importanti

1) È importante valutare i motivi principali per cui alcune persone ritengono che non sia facile mettere in pratica quel comportamento. Tali informazioni possono aiutarti a orientare il tuo intervento verso i fattori (reali o percepiti) che rendono difficile mettere in pratica quel comportamento.

 

2) Tenete presente che la “facilità di attuazione” potrebbe essere soggetta a variazioni stagionali. Ad esempio, garantire un’alimentazione diversificata ai bambini piccoli potrebbe essere facile nel periodo post-raccolta, ma difficile durante la stagione di carestia. Se dovete confrontare il valore dell’indicatore in due momenti diversi, assicuratevi che i periodi siano effettivamente comparabili. Anche altri cambiamenti, come l’aumento dei prezzi, la ridotta disponibilità di servizi o l’insicurezza, possono influire sulla percezione che le persone hanno della difficoltà di quel comportamento. Tenete conto di questi fattori quando interpretate le variazioni nel tempo.

 

3) Quando intervistano i “non praticanti”, si raccomanda agli intervistatori di spiegare agli intervistati che, se non sanno quanto sia facile o difficile mettere in pratica quel comportamento, va benissimo che lo dicano. Ciò ridurrà il rischio che i “non praticanti” dicano qualcosa solo perché sentono di doverlo fare.

Indicatori trasversali rilevanti

Si consiglia inoltre di utilizzare i seguenti indicatori:

  • Prevalenza degli ostacoli al cambiamento (misura quanto siano diffusi specifici ostacoli, integrando la valutazione più ampia della difficoltà percepita)

  • Autoefficacia percepita (valuta la fiducia delle persone nella propria capacità di mettere in atto il comportamento; tale concetto è correlato alla facilità percepita, ma ne è distinto)

  • Intenzione di adottare un comportamento (valuta se i soggetti che non adottano il comportamento abbiano intenzione di farlo, aiutando a distinguere la facilità percepita dall’intenzione)

La presente guida è stata redatta da People in Need ©
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