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Integrazione delle misure preventive nei piani di gestione dei rischi di catastrofi

Livello dell'indicatore

Risultato

Formulazione dell'indicatore

numero (o %) di piani di gestione del rischio di catastrofi [elaborati / rivisti] che integrano misure preventive

Scopo dell'indicatore

Questo indicatore misura il numero di piani locali di gestione del rischio di catastrofi (DRM) sostenuti dal progetto che sono stati elaborati o rivisti per includere misure di azione preventiva. Si tratta, in particolare, di azioni specifiche, ruoli e meccanismi di finanziamento da attivare prima che si verifichi un pericolo previsto. L’integrazione dell’azione preventiva nei piani DRM dimostra la prontezza istituzionale a passare da una risposta reattiva a una gestione proattiva del rischio.

Come raccogliere e analizzare i dati richiesti

Determinare il valore dell’indicatore utilizzando la seguente metodologia:

 

1)Elencare tutti i piani di gestione del rischio di catastrofi (DRM) elaborati o rivisti con il sostegno tecnico o finanziario del progetto.

2)Definire cosa si intende per integrazione dell’azione preventiva. Un piano di gestione dei rischi di disastri (DRM) dovrebbe essere considerato come integrante l’azione preventiva solo se include tutti e tre i seguenti elementi:

  • Criteri di attivazione prestabiliti basati sulle previsioni, che specificano quando viene attivata l’azione preventiva, sulla base delle previsioni o di altre soglie di allerta precoce chiaramente definite (quantitative o qualitative), applicate in modo coerente

  • Un elenco di misure preventive da attuare prima che si verifichino gli effetti del pericolo

  • Istituzioni responsabili, chiaramente definite, per l’attivazione e l’attuazione

3) Esaminare ciascun piano di gestione dei rischi di catastrofi (DRM) e i relativi documenti di supporto ( ad esempio, allegati, procedure operative standard, protocolli di attivazione) per verificare che siano inclusi gli elementi relativi alle azioni preventive indicati nella Fase 2. Utilizzare una semplice lista di controllo basata sui tre criteri (Fase 2) per garantire una revisione coerente di tutti i piani. Convalidare la revisione dei documenti attraverso interviste a informatori chiave tra i funzionari/comitati locali preposti alla gestione dei rischi di catastrofi (DRM) e effettuare una verifica incrociata con almeno una fonte aggiuntiva (ad es. verbali delle riunioni, registri di attivazione).

Ove possibile, verificare se durante l’elaborazione o la revisione del piano di gestione dei rischi di catastrofi (DRM) siano stati consultati rappresentanti della comunità o soggetti interessati a livello locale, e riportarlo come informazione contestuale.

 

4) Per calcolare il valore dell’indicatore, contare il numero totale di piani di gestione dei rischi di disastri (DRM) che integrano l’azione preventiva secondo i criteri definiti. Se si conosce il numero totale di piani nell’area di riferimento, è possibile riportare il risultato anche come percentuale di tutti i piani DRM esaminati.

Disaggregare per

Disaggregare per tipo di polizza, tipologia di rischi coperti e altri criteri pertinenti.

Note importanti

1)Concentrarsi esclusivamente sui piani DRM elaborati o rivisti con il sostegno del progetto, poiché, come indicato all’indirizzo , sono proprio questi i casi in cui è possibile dimostrare l’influenza del progetto sull’integrazione dell’azione anticipatoria.

 

2)Non considerare i piani che menzionano solo le “azioni preventive”. Un piano non deve essere considerato se non prevede chiari fattori scatenanti, azioni specifiche o istituzioni responsabili ben definite .

 

3)Ove possibile, indicare se i piani prevedono finanziamenti specifici o l’assegnazione di risorse per le azioni preventive. Sebbene non sia obbligatorio ai fini di questo indicatore, segnalare se i piani prevedono un bilancio specifico o l’assegnazione di risorse per le azioni preventive rafforza la base di dati. Vedi Linee guida sull’indicatore relativo ai finanziamenti per la preparazione.

 

4)Conservare la documentazione come prova di verifica, conservandone copie dei piani esaminati, dei verbali delle riunioni o delle lettere di approvazione. La documentazione deve essere semplice e deve riportare il nome del piano, la data di adozione o di revisione, quali elementi dell’“Anticipatory Action” sono inclusi e i riferimenti alle pagine pertinenti.

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La presente guida è stata redatta da People in Need ©
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