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Approvvigionamento locale sostenibile

Livello dell'indicatore

Risultato

Formulazione dell'indicatore

Percentuale di alimenti/semi provenienti da filiere locali ed ecocompatibili

Scopo dell'indicatore

Questo indicatore misura in che misura l’azione procuri alimenti e/o sementi attraverso catene del valore locali e sostenibili dal punto di vista ambientale. Indica in che misura le pratiche di approvvigionamento di alimenti e/o sementi dell’intervento contribuiscano a sostenere le catene di approvvigionamento locali e a ridurre l’impatto ambientale.

Come raccogliere e analizzare i dati richiesti

Determinare il valore dell'indicatore utilizzando la seguente metodologia:

 

1)Definire l’oggetto della misurazione. Specificare se l’indicatore riguarda i prodotti alimentari, le sementi o entrambi e definire le merci specifiche incluse nell’ambito dell’appalto.

 

2)Definire i termini "locale" e "sostenibile dal punto di vista ambientale":

   - Approvvigionamento locale: definire cosa si intende per "locale" (ad esempio, la stessa regione, lo stesso Paese o entro una determinata distanza dall'area di intervento).

   - Sostenibilità ambientale: stabilite i criteri che definiscono cosa si intende per “sostenibilità ambientale” nel vostro contesto. Specificate quanti criteri un fornitore/produttore deve soddisfare affinché gli alimenti/le sementi siano classificati come “sostenibili dal punto di vista ambientale”. Siate realistici riguardo ai criteri che i potenziali fornitori possono soddisfare e a quelli che potete verificare concretamente. Esempi di possibili criteri includono:

   - Uso sostenibile dell'acqua: pratiche efficienti di irrigazione e prelievo idrico che non comportino un uso eccessivo delle risorse idriche locali

   - Pratiche per la salute del suolo: misure volte a proteggere la fertilità del suolo e a ridurre l'erosione

   - Uso responsabile dei prodotti agrochimici: uso ridotto e più sicuro di pesticidi e fertilizzanti

   - Approvvigionamento senza deforestazione: le materie prime non provengono da terreni recentemente disboscati in ecosistemi protetti o di grande valore

   - Produzione rispettosa della biodiversità: pratiche volte a preservare la biodiversità all’interno dell’azienda agricola

   - Pratiche sostenibili in materia di imballaggi e rifiuti: utilizzo di imballaggi riutilizzabili/riciclabili e gestione ecocompatibile dei rifiuti

   - Impatto ambientale dei trasporti e della logistica: approvvigionamento che riduce le distanze di trasporto e le emissioni

   - Scelta varietale adeguata: le varietà di sementi sono adattate alle condizioni agroecologiche locali e favoriscono la resilienza climatica (ad esempio, tolleranti alla siccità, ove pertinente), evitando varietà che comportano una domanda insostenibile di acqua e di fattori di produzione.

   - Integrità genetica e garanzia di qualità: i semi sono sottoposti a controlli di qualità (tasso di germinazione, purezza) per ridurre gli sprechi e la necessità di ripiantare

   - Valutazione dei rischi legati alle specie invasive e alla biodiversità: evitare di introdurre specie o varietà invasive che minacciano la biodiversità locale

 

3) Stabilire in che modo verrà misurato l’approvvigionamento. Stabilire se l’approvvigionamento verrà misurato utilizzando:

    - Valore economico (ad esempio, importo in euro speso per alimenti/sementi sostenibili dal punto di vista locale e ambientale); oppure

    - Quantità ( ad esempio, kg o tonnellate di alimenti/semi acquistati). Questo approccio non è consigliabile se si acquistano più prodotti espressi in unità diverse (ad esempio, sacchi, kg, litri) e la loro conversione in un’unica unità risulterebbe troppo dispendiosa in termini di tempo o poco pratica.

 

4) Raccogliere dati da fonti pertinenti. Raccogliere e incrociare le prove per valutare quali alimenti/semi acquistati soddisfino i criteri minimi di sostenibilità ambientale definiti nella Fase 2. Ciò può includere:

- Dati relativi alla distribuzione e al monitoraggio post-distribuzione: tali dati consentono di verificare la quantità di cibo distribuito e di valutarne la distribuzione

   - Documenti relativi agli appalti e alle gare d’appalto: verificare che i criteri relativi alla localizzazione e alla sostenibilità siano stati inclusi nel capitolato d’oneri e applicati nella selezione dei fornitori

   - Documentazione dei fornitori: autodichiarazioni dei fornitori, informazioni sulla tracciabilità (origine, lotti) ed eventuali certificati o standard di sostenibilità pertinenti (ove disponibili)

   - Contratti con i fornitori: verificare la presenza di requisiti o clausole in materia di sostenibilità (ad esempio, il rispetto delle norme ambientali nazionali; l’esclusione dell’approvvigionamento da aree protette; le restrizioni relative ai prodotti agrochimici vietati)

    - Controlli di verifica (ove possibile): controlli a campione/visite presso produttori o trasformatori, osservazione delle pratiche e/o colloqui con informatori chiave (ad esempio, produttori, cooperative, servizi di divulgazione agricola, autorità)

Adottare un approccio basato sul rischio: applicare procedure di verifica più rigorose per le merci o i contesti a rischio più elevato e documentare eventuali limitazioni.

 

5) Per calcolare il valore dell'indicatore:

  - calcolare il valore/la quantità totale (Fase 3) di alimenti/semi acquistati che soddisfano sia la definizione locale sia i criteri di sostenibilità ambientale (Fase 2)

  - dividere per il valore/la quantità totale di tutti gli alimenti/semi acquistati nell'ambito dell'azione

  - moltiplicare il risultato per 100 per convertirlo in percentuale

Disaggregare per

I dati possono essere disaggregati per:

  - tipo di prodotto: alimenti vs sementi (o per tipo specifico di prodotto, se del caso)

  - area geografica: se rilevante ai fini della definizione di “locale”

Note importanti

1) Stabilire se gli alimenti o i semi provengano da filiere sostenibili dal punto di vista ambientale può risultare complesso e richiedere molto tempo . È bene evitare di fissare criteri troppo difficili da verificare. È invece consigliabile scegliere criteri che siano realistici da verificare, pur rimanendo credibili e significativi.

 

2) Questo indicatore è utilizzato dalla DG “ ECHO ” come uno dei suoi indicatori chiave di risultato.

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La presente guida è stata redatta da People in Need (PIN) sulla base delle istruzioni fornite dalla DG ECHO ©
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